Evoluzione delle macchine di stampa

La rivoluzione industriale del XIX secolo interessa anche la stampa tipografica che compie notevoli passi in avanti; l’antica pressa in legno di Gutenberg viene sostituita dalla nuova pressa in metallo e nasce la stereotipia, cioè la riproduzione mediante calco su lastra metallica piana.

Con la pressa piano-cilindrica a vapore si arrivano a stampare circa 1100 pagine all’ora, nel 1814 è il Times di Londra ad utilizzare questo rivoluzionario e veloce sistema di stampa e nel 1828 si passa a 5000 pagine l’ora attraverso l’utilizzo della macchina a 4 cilindri verticali.

pressa
Nella foto: pressa piano cilindrica

Ma intorno alla metà del secolo sono 2 le invenzioni italiane che rivoluzionano la tipografia: la rotativa e la stampa a colori di Augusto Ippolito Marinoni.

Egli scoprì che combinando tra loro i colori primari: giallo, magenta e ciano, insieme al nero, si possono ottenere tutte le tonalità desiderate e la rotativa consente di stampare molte copie, migliaia e migliaia all’ora, come mai era successo prima.

La tecnologia della stampa non subirà variazioni di rilievo fino al 1960 con l’introduzione della stampa offset.

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